La rubrica settimanale di Bruno Ianniello.

Nel lontano 1967 Enzo Tortora scrisse un libricino di agevole lettura, il cui contenuto estremamente tagliente, finiva per sfruculiare i personaggi famosi dell’epoca quali Claudio Villa, Peppino Di Capri, Rita Pavone e tanti altri.

Era un volumetto satirico che però si rivelò del tutto azzeccato al punto da riscuotere il favore della critica e del pubblico e che valse al noto presentatore televisivo la Palma D’Oro per la Letteratura Umoristica al XX Salone Internazionale dell’Umorismo di Bordighera del 1967.

Attualmente è reperibile, se si è fortunati, solo su bancarelle dei mercatini rionali ed è stato rilanciato di recente dalla nota rivista on line di umorismo e satira “BUDUAR” che lo ha pubblicato a puntate.

Enzo Tortora, oltre ad essere un grande presentatore televisivo, era un fine ed elegante scrittore che si serviva della sua vena umoristica di stampo british per mettere alla berlina i vipponi dell’epoca ed i tanti dirigenti Rai quasi sempre azzerbinati in modo imbarazzante al potentato di turno.

Il nostro Enzo smascherava con impavido coraggio le ipocrisie ed il piccolo cabotaggio che avvolgevano ed ancora oggi avvolgono il bel paese e non si curava delle conseguenze, spesso nefaste,

che poi inevitabilmente si sarebbero abbattute sulla sua persona.

Il coraggio è del resto dote innata che non si trasmette con un ciclo di lezioni a distanza e nessuno può darselo se non ne dispone nel proprio patrimonio genetico.

Ci piace credere che, se fosse ancora oggi tra noi, non si tirerebbe indietro nella sua opera pervicace e testarda opera di innocente spernacchiamento ai danni dell’unto dal signore di turno.

Con lo stesso spirito goliardico e nella speranza di attenuare i toni piuttosto accesi che animano soprattutto le piattaforme social proviamo quindi, con le dovute proporzioni e nel pieno rispetto sia del grande Enzo che delle persone che chiameremo in causa, a sfruculiare i nuovi eroi con la speranza che non se abbiano troppo a male.

Si fa per scherzare insomma.

Partiamo da LUI, il nuovo mito dei proto – pseudo – pacifisti emuli del Senatore Razzi e seguaci del suo immortale e divino insegnamento nonché del motto che ha fatto le fortune di Maurizio Crozza: “amico mio fatti c…tuoi!!”

Se non ci fosse non sarebbe il caso di inventarlo perché il suo inventore rischierebbe di essere processato per procurata noia mortale, è un genio che sa come si fa la pace ma anche la guerra, è cresciuto in ambienti prestigiosi (ma quali sono poi? La prima elementare nella stessa classe di Emanuele Filiberto?) e non ne fa mistero a differenza dei suoi interlocutori di turno che invece sono brutti sporchi e cattivi al pari dei personaggi del film di Nino Manfredi.

Ci tiene a far sapere che declina i tanti inviti a pranzo ed a cena avanzati dai suoi innumerevoli corteggiatori perché fa della neutralità il suo principio di vita.

Non provate a contraddirlo perché vi risponderebbe stizzito che non avete compreso neppure una virgola delle sue teorie anzi che non capite un tubo a prescindere. Gira voce che i genitori volessero chiamarlo Modestino e che lui, al solo sentire codesto nome, sputò loro il ciuccio in faccia.

La sua teoria sul come promuovere una soluzione pacifica del conflitto russo – ucraino non fa una piega: in primis umanizzare Putin.

Peccato però che quest’ultimo tanto umano non si sia mostrato con i suoi oppositori ed in special modo con gli ucraini nell’ultimo mese.

Altrettanto ineccepibile la teoria delle sanzioni da applicare a Putin legate al numero dei bambini morti nel conflitto: mancano solo alcuni trascurabili dettagli da mettere a punto e poi può partire la gioiosa macchina bellica ovvero quali a fasce di età fare riferimento: dai 6 mesi ai quattro anni (dentizione decidua)?, l’età della preadolescenza (11-13 anni)? .

Altro dettaglio: chi conta i cadaveri atteso che tutte le notizie che provengono dalle zone di guerra vanno lette e pesate con la dovuta cautela?

Perché solo i bambini e non anche le donne e gli anziani ? Questi ultimi possono tranquillamente essere macellati senza alcuna sanzione per colui che si macchia di codesti crimini?

Nel mentre contiamo i bambini ammazzati dal satrapo del Cremlino al fine di applicare le famose sanzioni cosa si fa?

Non oso rivolgere i suesposti interrogativi al Professore per evitarmi una ramanzina e del resto mi guarderò bene dal pormi in futuro qualsivoglia dubbio sulle sue teorie attesa la tremenda reazione scatenata dai suoi adepti ogni qualvolta ho provato a dialogare civilmente con lorsignori.

The show must go on ed allora la premiata ditta Orsini – Parenzo, ogni santo giovedì, allieta le nostre amene serate e soprattutto le serate di chi non può permettersi un biglietto al cinema o al teatro con le battute tipiche della commedia dell’arte che hanno la fortuna dei fratelli De Rege.

Una baruffa tira l’altra e tra un  “Lei non capisce nulla” pronunziato sacralmente dal Prof  ed un “Lei non si mette mai in discussione” dell’altro fratello De Rege, tutto fa brodo nella folta jungla degli ascolti.

Il giorno dopo partono le instancabili baruffe social e il brodo si insaporisce ancora di più.

Del resto, trovato il personaggio, possiamo tranquillamente sfruttarlo almeno fino alla fine del conflitto.

Al netto della fuffa verbosa e della glorificazione del suo curriculum vitae, dopo tre ospitate di Orsini, abbiamo capito che l’Ucraina deve arrendersi e farlo anche in fretta al fine di evitare lo sventramento russo ma non lo dite al Prof: vi risponderebbe che non avete capito una beata mazza del suo articolato e complesso pensiero e che gli avete messo in bocca parole mai profferite.

I suoi adepti adoperano lo stesso metro: dopo aver girato in lungo ed in largo con una serie di distinguo, di se, di ma, di però, dopo avervi detto che i cattivi siamo noi perché abbiamo provocato la reazione del satrapo del Cremlino, dopo aver sfidato la vostra pazienza ricordandovi che in passato non vi siete schierati a favore dei cartaginesi nelle guerre puniche e che non avete espresso nemmeno una parola di solidarietà per i romani messi alla gogna nel 341 Avanti Cristo dai sanniti che li costrinsero a passare nudi nelle forche caudine, ebbene dopo tutto ciò, a fronte della vostra legittima reazione che vi obbliga ad esclamare; “ allora mettiamola così, Putin sterminali tutti e lasciaci in pace”, sono capaci di bloccarvi perché gli avete urlato l’amara verità in faccia.

E’ quindi l’ipocrisia il nostro male, lo è sempre stato e temo continuerà ad esserlo.

Mi permetto solo di lanciare un consiglio, seppure non richiesto, al caro Prof. Orsini che mi è tanto simpatico: faccia proprio il suo motto e si arrenda quanto prima anche lei.

BRUNO IANNIELLO