L’appuntamento settimanale con Bruno Ianniello ci consegna le pagelle di questa campagna elettorale. Che ne pensate? Date anche voi il vostro giudizio, i commenti vi aspettano!

Termina mestamente la campagna elettorale che, come tutte le cose belle, è durata meno di un battito d’ali di una farfalla che indugia sulle piante carnivore il tempo necessario per capire che è più vantaggioso svolacchiare altrove per non essere ingurgitata dall’ingordo essere floreale.

Se avessimo preso rigorosamente sul serio tutte le panzane sparate senza prendere la mira dai vari cosiddetti leader politici negli ultimi due mesi avremmo corso seriamente il rischio di ritrovarci un una sorta di casa di riposo per gli elettori, costantemente sedati e soprattutto intenti a seguire un meticoloso percorso di disintossicazione dai vari talk, tribune politiche, porta a porta, carta bianca, zone bianche controcorrenti in dritto e rovescio di martedì e chi più ne ha più ne metta iniettate a profusione e senza pietà nelle nostre già fragili membra al solo scopo di fiaccare quel minimo di resistenza intellettiva che ancora residuava dopo “i peggiori anni della nostra vita” .

Fortunatamente, grazie anche a quel minimo di ironia ed autoironia necessarie non farsi ridere dietro (del resto è risaputo che chi si prende troppo sul serio vince ogni santo giorno il premio della ridicolaggine), siamo riusciti ad uscire indenni anche dall’ultimo calvario e ci apprestiamo ad apporre nella giornata di domenica la famosa croce sulla scheda elettorale nella speranza di poter fornire il nostro umile contributo alla tanto malandata e scalcagnata democrazia nostrana.

Riusciranno i nostri eroi (alias gli elettori) a contare finalmente qualcosa oppure ancora una volta saranno turlupinati dai propri rappresentanti che preferiranno inciuciare nel chiuso degli austeri palazzi del potere per formare il solito governo del “tutti dentro” in nome della prossima presunta emergenza?

Lo scopriremo solo vivendo avrebbe detto il grande Maestro di Poggiobustone e, siccome non intendiamo convincere nessuno a fare ciò di cui non è affatto convinto (una parolina dal Colle sul diritto – dovere di esercitare il proprio ius eligendi non avrebbe guastato attese le percentuali di astensione sempre più elevate registrate nelle tornate elettorali degli ultimi venti anni con tutte le ricadute non proprio positive sul piano della democrazia e della rappresentatività), proviamo a divertirci nello stilare le pagelle dei cosiddetti leader politici analizzando le loro performance (così scrivono i competenti)  nella campagna elettorale ormai finalmente terminata.

Necessaria premessa ed avvertenza: che nessuno ne abbia a male perché l’intento, come già riferito sopra, è quello di non prendersi troppo sul serio.

Si ride per non piangere ed allora spariamo le nostre cartucce a salve e si salvi chi può.

ENRICO LETTA: VOTO 4.

La sua campagna elettorale è tutta racchiusa nella triste storia del pulmino elettrico le cui batterie scariche lo lasciano appiedato nel bel mezzo della cavalcata trionfale.

Il prode Enrico non si è però perso d’animo ed alla guida di una sgarrupata cinquecento immatricolata nel 1998 ha potuto raggiungere l’agognato palco per poter gridare ai suoi elettrizzati fans (pensate erano più carichi del pulmino) quanto fosse difficile viaggiare in lungo ed in largo per lo stivale con una macchina elettrica.

Fossi stato al posto di uno degli elettori avrei detto al leader minimo che noi eravamo già informati da un pezzo della problematica e pensavamo che anche lui ne fosse a conoscenza.

Pazienza, sarà per la prossima campagna elettorale: caro Enrico ritenta e sarai più fortunato.

Da lunedì il buon Bonaccini busserà alla sua porta per portare le più sentite e sincere “condoglianze”.

GIORGIA MELONI: VOTO 6

La Giorgia nazionale si guadagna la sufficienza stiracchiata sull’onda emotiva e dei sondaggi che danno il suo partito in testa a tutto il cucuzzaro: parte male con la storia del blocco navale quale soluzione per arginare le incessanti ondate di immigrazione clandestina ma poi innesca la retromarcia  quando qualcuno le fa notare che la cosa non è fattibile a meno che non si voglia mettere nero su bianco che siamo complici delle barbarie compiute dalle autorità libiche.

Nel corso della campagna elettorale non spende nemmeno mezza parola su come affrontare il caro energia e l’inflazione (sul tema per la verità è in buona compagnia) e si giova degli scivoloni delle varie starlette di turno (Giorgia, Loredana Bertè, Elodie e via discorrendo) che le servono su di un piatto d’argento dei facili calci di rigore da battere a porta vuota.

Nella sufficienza c’è più demerito altrui che meriti propri.

MATTEO SALVINI: VOTO 4

La sua travagliata storia somiglia a quella del povero sventurato che gioca al superenalotto, vince una ingente somma ma non riesce ad intascare il premio perché smarrisce la schedina e da quel momento non ne imbrocca più una neppure per sbaglio.

E’ un po’ il Maramao della politica italiana: pane e vin non gli mancavano, l’insalata era nell’orto, aveva una casa ed ora le ex micine innamorate non solo non gli fanno neppure le fusa ma lo guardano perfino in cagnesco.

La sua campagna elettorale parte malissimo: sega dalle liste i pochi liberali buoni e si tiene tutta la vecchia truppa nella speranza di tenersi la segreteria quando si apriranno le danze al congresso ma la riconoscenza non è virtù di questo mondo e se il verdetto delle urne sarà impietoso i tanti giuda che ora lo ringraziano non si faranno scrupoli ad impallinarlo.

Si riabilita parzialmente alla fine chiedendo scusa per le nefandezze in materia di green pass ed obbligo vaccinale votate dal suo partito nell’ultimo anno di governo: scuse accettate benchè inutili atteso che nessuno scucirà un centesimo di tasca propria per pagare il prezzo di quelle scelte scellerate.

IL TERZO POLO: VOTO 2

L’improbabile accoppiata composta dagli “umili” Renzi e Calenda ha monopolizzato dal punto di vista mediatico la campagna elettorale: sono stati ovunque, in tutti i luoghi e tutti i laghi e ad un certo punto ho addirittura temuto che potessero uscire dalla TV e materializzarsi per occupare il mio letto.

Hanno impostato la loro campagna elettorale su tre pilastri: la competenza, Draghi premier in caso di successo e l’agenda Draghi quale programma elettorale ma il tutto è evaporato a seguito della conferenza stampa del “candidato a sua insaputa” il quale ha ribadito, ad urbi et orbi, ove mai fosse necessario, la sua più ferma ed assoluta indisponibilità ad occupare nuovamente in futuro lo scranno di Palazzo Chigi.

I due competenti, assorbito il colpo, non si sono però dati per vinti ed imperterriti hanno continuato la cantilena con uno spartito diverso per cui Draghi non potrebbe rifiutarsi se gli italiani lo chiamassero.

Domanda: come si fa a capire che gli italiani hanno chiamato Draghi? Si bussa ad un citofono oppure attendiamo un segnale di fumo? Mistero della fede che solo i competenti possono sciogliere.

Errare è umano, perseverare è diabolico, insistere è Calenda.

SILVIO BERLUSCONI: VOTO 10

Resta il migliore di tutti nonostante l’età che purtroppo avanza: sarebbe capace di venderti un tappeto vecchio e tarlato a peso d’oro facendoti credere che si tratta del pezzo più raro della preziosa collezione dello sceicco Zayed.

La trovata della pensione minima portata alla soglia dei mille euro è tipica dell’affabulatore che sa toccare le corde giuste senza necessità di doversi sprecare troppo in comizi che neppure potrebbe più affrontare: oramai ti basta guardarlo al pari della reliquia di San Gennaro e capisci che il miracolo del mascara che non si scioglie si ripete ad ogni tornata elettorale.

E’ un mito vivente che non perde mai il suo appeal e di cui si canteranno le gesta quando non ci sarà più: il voto alto è da attribuire alla simpatia ed il fascino che ancora riesce a trasmettere nonostante i suoi racconti siano quasi sempre rivolti al passato e ripetuti spesso fino alla noia.

Mi fermo qui perché ho già scritto più di quanto fosse lecito attendersi nella speranza di non aver varcato la fragile soglia di tollerante pazienza dei gentili lettori.

Buon voto a tutti.

BRUNO IANNIELLO